Recensioni

Fotografie del passato. Il non ritorno.

La lettura del libro di Igor Baldacci trasporta in un mondo insolito dove l’invenzione della macchina del tempo non consente confini, spazialità reali o possibilità alcuna di realtà confrontabili. Però, nonostante la riscoperta di mondi al di fuori di reali conoscenze di tempi senza dimensioni, senza passato o senza futuro apparenti, si è subito trasportati in atmosfera di immedesimazione del pensiero, di riconoscimento di personali realtà, illusorie o meno, e soprattutto si vive all’unisono con il giovanissimo autore in una tridimensionalità temporale che sconvolge per l’assoluta semplicità con cui è presentata e per i convincimenti che ne derivano.
Ad ognuno di noi forse è capitato, attraverso attività oniriche o extrasensoriali, di rivivere nel ricordo realtà passate, mai conosciute ma presenti in quell’orologio fermo che è il mondo nel continuo ripetersi di fatti e situazioni che sembrano inseguirsi, invece si accavallano, sembrano appartenere a fusi orari diversi ma appartengono a stessi momenti di vita.
Le figure che maggiormente si imprimono nella memoria di chi legge questo libro insolito, ma pieno di significato, sono figure, note conosciute, direi familiari non solo a chi ha vissuto attimi di guerra, di distruzione di civiltà, di paura, di morte, sono uomini che hanno in loro non solo alcuni decenni di vita, ma addirittura secoli, in attimi di storia millenaria che si ripete continuamente nel tempo in vari spazi in varie dimensioni.
Corsi e ricorsi storici dunque? Direi qualcosa di diverso, qualcosa di più intenso e sofferto nelle pagine umane che si riempiono di note affettive, di attimi di distruzione mondiale, di spazialità cosmica quasi religiosa, insomma di un’infinità di successioni temporali viste e sentite da varie angolature di pensiero in una sorta di denominatore comune che sorprende, ma convince, fa riflettere e soprattutto scopre una dimensione umana rapportata ad una spaziale. La contemporaneità dei sentimenti e dei fatti bellici, dei simboli e delle passioni umane fa di questo libro uno strumento prezioso per “ripensare” la nostra identità che non si esaurisce in un arco di vita nel tempo ma continua, si ripropone, riappare nel ricordo.Tutto è espresso in forma letteraria limpida e veloce, le descrizioni nei vari momenti della narrazione accomunano il tutto armoniosamente e la figura di donna, che fa da perno fisso nel motore del tempo, dà una precisa idea della realtà umana viva e reale e sempre presente nella storia che si può sintetizzare nel concetto più vero, più vivo dell’Amore, sia esso terreno, sia posto in un aldilà dove tempo spazio, suono certamente convivono.

Libro inedito scritto da Igor Baldacci e recensito dalla
Prof. Dede Brutti Cinquino, critica d’arte.